Arrivo alla sede centrale con mezz'ora d'anticipo, come previsto. Scendo con calma dalla macchina e getto lo sguardo sull'edificio che mi sovrasta. Tre maestosi cilindri collegati tra loro danno origine ad un disegno architettonico non particolarmente audace, ma senza scadere nella noia. Il bianco fa da sfondo ad un intrecciarsi di righe nere estremamente sottili. Percorro le scale ed varco la soglia.
Mi accolgono due ragazze in camicia bianca e abito porpora, sono un viso familiare per loro.
- Buona giornata Dottore. Può lasciare qui il suo cappotto e la sua valigetta, le troverà in ufficio concluso l'incontro con il Consiglio. L'aspettano al piano...
- La ringrazio. Conosco perfettamente il piano.
Consegno il cappotto e, solo in seguito, la valigetta a una delle due, mentre l'altra chiama l'ascensore. Aspetto l'ascensore, entro e appoggio il dito sul tasto 13. Le porte si chiudono. All'interno mi specchio un paio di volte, mi sistemo il nodo alla cravatta e i capelli. Dopo poco comincio a fissare il vuoto, una smorfia poco più che accennata mi compare sul volto non appena penso ai tre Saggi. Oggi ci sarà la mia nomina ufficiale a capo del progetto Agape.
Si aprono finalmente le porte d'acciaio. Un'altra ragazza mi accoglie. Stessa camicia bianca, stesso vestito porpora, anche lei sembra conoscermi.
- Buongiorno Stasis, la stanno aspettando.
- Dunque è così che mi hanno soprannominato i Saggi?
La ragazza sorride.
- Mi deve aspettare un compito facile...
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